Lo stato del BIPV nel mercato globale

Qual è lo stato corrente del mercato globale del fotovoltaico integrato negli edifici (il cosiddetto BIPV)? Chi sono i suoi protagonisti principali? Quali sono le nuove tecnologie concorrenti e come si pone Glass To Power all’interno di questo contesto? Per rispondere a questa ed altre domande abbiamo scelto di intraprendere un importante progetto di collaborazione con Philips Industry Consulting, la divisione di Philips che si occupa di consulenza per società che sviluppano tecnologie innovative, ad oggi non ancora sul mercato. Quest’indagine ha confermato il potenziale della tecnologia che stiamo sviluppando a Glass to Power, mettendo in luce i vantaggi rispetto ai principali player del settore BIPV. Il mercato risulta oggi dominato da industrie che sfruttano tecnologie mature e ben conosciute, come la soluzione ‘Array’ (moduli in vetro contenenti celle solari completamente opache, distanziate l’una dall’altra per garantire una minima trasmissione di luce), o la soluzione ‘Thin Film’ (esteticamente più uniformi rispetto ai precedenti ma ancora fortemente impattanti a livello estetico). Questi prodotti sono disponibili sul mercato da decenni e conseguentemente ad un livello tecnologico più avanzato rispetto alle nuove finestre trasparenti di Glass to Power. Tuttavia, pur promettendo efficienze nominali superiori la loro penetrazione del mercato degli Zero-Energy Buildings è stata minima primariamente a causa dei loro forti limiti estetici. Dal 2011 sono apparse alcune nuove aziende che, come Glass To Power, offrono le soluzioni tecnologiche ‘Electrodeless’, ovvero senza elettrodi: il fattore estetico diventa dominante. A seguito dell’individuazione delle aziende operanti a livello globale, si è proceduto alla valutazione delle stesse, assegnando un punteggio da 1 a 5 relativamente a fattori legati puramente alla tecnologia sviluppata (come l’impatto estetico, l’efficienza di conversione luce-energia elettrica e livello di maturità tecnologica), sia alle caratteristiche dell’azienda stessa (come la dimensione e la presenza in diverse aree geografiche). Sono state escluse da ulteriori indagini tutte quelle aziende che si focalizzano sulla commercializzazione di celle solari organiche, in quanto ad oggi il livello di maturità di questa tecnologia è ancora estremamente basso. Tra le informazioni più interessanti ci sono sicuramente i dettagli di alcune delle nuovissime aziende che si trovano in diretta competizione con G2P. I lettori più informati le conosceranno, e spesso ci contattano per sapere se e quanto la tecnologia sviluppata da queste nuove start-up è simile alla nostra. Vorremmo quindi chiarire alcune di queste specifiche, tra cui:

  • ClearVue PV (Australia): Basata sul processo fisico noto come scattering di luce – intrinsecamente diverso da quello di guida d’onda su cui G2P fa affidamento – questa tecnologia mostra una forte dipendenza dall’area attiva del dispositivo. Efficienze accettabili si potranno ottenere solo su aree molto più piccole delle finestre tradizionali. Inoltre sfrutta unicamente la porzione di luce solare non visibile, scelta che limita ulteriormente l’efficienza di conversione ottenibile.
  • Ubiquitous Energy (Stati Uniti): Spesso confusi con concentratori solari trasparenti, i dispositivi studiati da quest’azienda sono, di fatto, celle solari organiche semi-trasparenti. Noti per aver dimostrato efficienze di conversione istantanee accettabili, hanno utilizzato però dispositivi poco trasparenti (<40% di luce trasmessa) senza dichiarare la dimensione del dispositivo su cui è stata misurata. Inoltre, nonostante siano passati vent’anni di ricerche, non esiste ancora alcuna dimostrazione di stabilità nel tempo di questi materiali.
  • Physee (Olanda): Curiosamente, Physee ha inizialmente lavorato con concentratori solari trasparenti a base di sali inorganici comprendenti elementi rari, iniziando a lavorare qualche anno prima di G2P. Tuttavia, ad oggi i prodotti di questa azienda sono semplici infissi decorati con celle solari standard, senza riferimenti concreti sull’utilizzo della porzione trasparente della finestra come generatore di energia. 
  • UbiQD (Stati Uniti): Spin-off nato negli Stati Uniti, sfrutta un materiale attivo simile a quello impiegato da G2P. Ad oggi si concentra primariamente sullo sviluppo di film sottili per modulazione della luce solare per agricoltura indoor, con specifiche applicazioni per coltivazioni di cannabis. Manca ogni riferimento allo sviluppo di un prodotto per integrazione fotovoltaica in edifici.

Questi e altri interessanti dettagli si potranno leggere nel documento completo disponibile sul sito.I

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